Avere 40 anni ed essere tetraplegici significa essere tagliati fuori dalla vita, significa non avere un lavoro, significa non avere una relazione sentimentale, significa non avere amici.
Certo questo non riguarda tutti i tetra e forse neanche me, ma quello che conta è come la realtà viene percepita da chi la vive o, come preferisco dire, la subisce.
Così trascorro le mie giornate in solitudine, con i miei anziani genitori costretti ad assistermi e a vivere in un appartamento attaccato al mio.
Di tanto in tanto ricevo qualche visita da parte di chi, quando stavo bene, chiamavo amico.
Ma più tempo passa più queste visite diventano sporadiche; chi ormai vive all’estero per ragioni di lavoro, chi ha deciso di mettere su famiglia, chi più semplicemente si è rotto il cazzo di venire a trovare un reduce del passato.
L’unica che imperterrita ancora viene a trovarmi è Giulia .
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Giulia si sta truccando in bagno coperta solo dal suo intimo provocante: perizoma mozzafiato, reggiseno decolletè e calze autoreggenti, tutto rigorosamente di un nero che valorizza la sua carnagione olivastra.
Dopo aver messo il lucidalabbra, rendendo ancor più sensuali le sue labbra, si dirige in camera da letto per completare la vestizione. Quindi dopo aver indossato un’aderente gonna abbondantemente sopra il ginocchio e l’immancabile tacco 12, decide di togliersi il reggiseno prima di indossare una camicetta, lasciando ondeggiare ad ogni passo le sue bellissime tette, sode e piene.
- Chissà se anche questa volta gradirà lo spettacolo!
Pensa Giulia sorridendo maliziosa. Consapevole dell’effetto che faceva su ogni maschio eterosessuale.
Infatti nel breve tragitto tra il portone di casa e la sua macchina, furono in molti quelli che la seguirono con sguardi pieni di pensieri peccaminosi e lei, accorgendosene, non potè fare a meno di regalare ai suoi ammiratori lo spettacolo delle sue cosce, salendo in macchina con studiata lentezza e facendo salire la gonna ben oltre il livello di guardia.

Giulia era così, una rizzacazzi nata, e sebbene forse ne era inconsapevole, quella era l’intenzione con cui faceva spesso visita a Carmelo.
- Ehilà, allora come va, che mi racconti di bello?
- Beh, non so se “bello” sia la giusta definizione, comunque ho fatto richiesta per il suicidio assistito.
- Sempre il solito simpaticone, allora vieni qui e dammi un bacio.
Giulia si chinò verso Carmelo per abbracciarlo e baciarlo su una guancia, per poi farsi baciare la guancia a sua volta.
- Grazie dello spettacolo!
- Che porco che sei, mi hai guardato le tette?
- Sai benissimo che è inevitabile, hai la camicetta quasi aperta!
- E la cosa ti da fastidio?
- Un po’ si; sono anni che vieni a trovarmi per farmi eccitare e lasciarmi a bocca asciutta!
- Cretino, io vengo a trovarti perché sei un mio amico e ti voglio bene. E mi sono sempre vestita così perché mi piace!
- Se davvero mi vuoi bene potresti farmi vedere di più!
- Se vuoi vedere di più vieni a vedere un mio spettacolo.
- Cazzo, come ho fatto a non pensarci prima! Magari una di queste notti mi presento al locale con i miei genitori e facciamo un privè!
- Beh, non è colpa mia se dopo l’incidente non sei riuscito a farti una vita. Sai quanti come te vengono agli spettacoli? E con alcuni ho fatto anche sesso.
- Mi piacerebbe davvero ma costi troppo!

Dacché Carmelo e Giulia si conoscono, lei ha lavorato come cubista e sexy star nei locali di striptease, da qualche anno però aveva incentivato le sue attività entrando nel mondo del porno e facendo l’escort con i fan più generosi.
Un mondo, quello di Giulia , distante anni luce da quello che frequentava Carmelo ma Giulia era la fidanzata del miglior amico di Carmelo, amico d’infanzia, amico da sempre e per sempre, visto che era morto nell’incidente che tolse a Carmelo il controllo sul suo corpo e sulla sua vita.
- Non sai cosa ti perdi!
- Stai tranquilla che lo so, guarda che li guardo frequentemente i tuoi video su porn hub e devo dire che hai un vero talento, soprattutto per i pompini!
- Grazie, mi lusinghi!
Detto ciò Giulia aprì un altro bottone della sua camicetta e davvero adesso le sue tette erano in bella mostra.
Carmelo che inizialmente fissava gli occhi di Giulia si trovò con lo sguardo calamitato sulle sue tette e, mentre deglutiva, col suo sguardo carico di stupore e di aspettative, lei gli poggiò una mano sul ginocchio.
- Allora mi vuoi come puttana?
- Come amica puttana si! Come puttana a pagamento no!
- Che tirchio che sei!
- Tirchio io? Forse non ti rendi conto ma 1000 € è più di quanto mi danno di pensione in un mese! E comunque a puttane non vado, preferisco l’astinenza all’umiliazione.
- Peggio per te, fine dello spettacolo!
Esclamò Giulia sorridendo appena ma anziché riabbottonarsi la camicetta come sembrava stesse per fare, la aprì del tutto e si alzò in piedi andando a mettersi di fianco a Carmelo che, seduto sulla sua carrozzina, si ritrovò con il florido seno dell’amica puttana ad un centimetro dalla sua guancia.

Lui inizialmente poggiò il viso su una tetta, per sentirla, per palparla, così come avrebbe fatto con le mani se avesse potuto muoverle, poi prese a baciarla e leccarla. Lei ansimava carezzandogli la testa e offrendogli alternativamente le sue tette.
Andarono avanti così per una ventina di minuti e quando Giulia stacco i seni dalla bocca ancora avida e vogliosa di Carmelo lui si sentì depredato.
- Per adesso basta, devo andare!
- Grazie per l’assaggio!
- E di che, sei stato bravo… si vede che eri tanto affamato!
- Sai com’è, dopo tutti questi anni l’astinenza si fa sentire!
Giulia si ricompose, baciò Carmelo, questa volta sulle labbra, e andò via.

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I giorni, come le settimane, passavano per Carmelo come monotona ripetizione e spesso quando stava al computer, suo unico passatempo, andava a vedere i video che l’amica troia condivideva sulle sue pagine gratuite per adescare i fans e portarli sui suoi canali a pagamento, dove li avrebbe spogliati nel vero senso della parola.
Da quando c’era stato con Giulia quell’incontro ravvicinato del terzo tipo, Carmelo era stato più volte tentato dal pensiero di chiamarla o quantomeno mandarle un messaggio su WhatsApp.
Ma non sapeva proprio come doveva esordire, inoltre più la vedeva scopare con grande maestria e soddisfazione, da uno o più cazzi, più si sentiva inadeguato.
Lei puttanone di prima classe con esperienza da vendere, lui bambinone rimasto legato alla sua adolescenza che non era saputo andare oltre dal baciarle le tette.
E fu proprio in uno dei frequenti momenti in cui le sue frustrazioni prendevano il sopravvento che Giulia fece capolino sull’uscio della sua camera da letto.
– Che ci fai qui? Ti sei nascosto?
– Non proprio, ma quando sto in piedi preferisco spazi stretti perché diversamente mi sento poco sicuro e instabile.
Come faceva quotidianamente, anche quel giorno Carmelo stava in piedi per mezzo della sua carrozzina, sebbene legato quasi come Hannibal in “il silenzio degli innocenti”, era una cosa che andava fatta, per non peggiorare il suo stato di salute già abbastanza precario.

In effetti Carmelo le faceva tutte le cose che doveva fare per mantenere un’accettabile forma fisica, spendendo diverse ore al giorno in varie terapie, costringendo i genitori in questa sua follia e sacrificando la possibilità di avere una vita sociale e lavorativa.
- Ti sono mancata?
- Tanto quanto tutto quello che facevo prima di diventare handicappato
- Si dice diversamente abile!
Disse Giulia sorridendo e andandosi a sedersi sul letto di Carmelo.
- Dai, vieni qui, fammi vedere queste diverse abilità!

Carmelo girò la sua carrozzina-standing verso di lei, andandosi a posizionare con Il pacco all’altezza della sua faccia. Lei gli apri la cerniera dei pantaloni e gli tirò fuori il cazzo mezzo moscio.
- Guarda che si dice disabile, diversamente abile lo dice chi si vergogna della disabilità!
Senza rispondere alla puntualizzazione di Carmelo, Giulia incomincio a segarlo facendogli indurire il cazzo. Poi prese a leccarlo dolcemente, infilando di tanto in tanto la cappella in bocca, stimolando spesso con la lingua e le dita il frenulo.
- Ma hai fatto un corso per spompinare i tetraplegici?
- Io i pompini li faccio così, a quanto pare sono inclusiva anche in questo!
- Bellissimo… Dio che sensazioni incredibili… Ma non potevi pensarci prima ad essere così gentile con me?
- Meglio tardi che mai… Comunque non abituartici!
Il pompino di Giulia fu tra quei pochi che terminò con un orgasmo sebbene ebbe, come sempre capitava, alti e bassi, mirabilmente superati grazie alle tecniche apprese da Carmelo nel tempo, nonché dall’abilità di Giulia .
- Non far caso alle due misere gocce, purtroppo questo è il massimo del rendimento per un tetra che non ha rapporti di frequente. E fortuna che ho preso la pillola prima che venissi, se no avremmo finito molto prima e in maniera molto più triste.
- Ma che bravo, quindi sapevi che sarebbe successo?
- Diciamo di sì!
- E adesso sai come continua?
- Beh, suppongo che ci vedremo presto per scopare, no?
- Chissà… Ci penserò!
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